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Thursday, January 11, 2007

Tutto questo è successo prima

… me ne sono accorto un pomeriggio, alla Casa dello Studente di Pisa. Si aspettava il Gran Premio di automobilismo, e il telegiornale aveva parlato di un grosso incendio che divampava a Todi. Interruzione del programma, tigì speciale, e nel silenzio sospeso un mormorio di apprensione: – Todi… Todi… – ed era invece la prima nave argentina colpita dai siluri britannici che affondava nell’oceano: boato di giubilo, pugni di esultanza a fendere l’aria, vittoria! vittoria!, tutti in piedi… E le Ferrari via a vincere sportello contro sportello, i polmoni dei marinai argentini a gonfiarsi d’acqua salsa…

… ’cause the Times, They Are a Changing

… insensibilmente, gli autunni cessarono di essere caldi e le primavere fondamentali. Gli inverni li scoprimmo sempre più freddi, sempre più lunghi. L’estate, come prima, ci rimase buona per andare in vacanza…

… durante quegli anni furono venduti e acquistati titoli e azioni vaporosi come gas leggeri, finché il grande Zeppelin, sollevatosi da terra, urtò contro le punte di cristallo del lampadario, ed esplose. Qualcuno si spazzò i detriti dalla giacca con un gesto della mano, altri rimasero sepolti, altri ancora pulirono il pavimento. Il gioco fu così divertente da essere replicato molte volte…

… per Natale la televisione regalò una rivoluzione in mondovisione, con divertimento e soddisfazione quasi unanimi. Un vecchio dittatore pietrificato in una smorfia di stupore scoprì che, anche nella televisione, non tutto è finzione…

… ragazzini troppo a lungo cresciuti nella bambagia smisero di mirare al cuore dello Stato colpendo il questurino, il portaborse o l’usciere di Montecitorio, mentre uomini senza volto, seri e maturi, passavano dalle canne mozze alle autobomba. In uno degli ultimi scampoli di asilo infantile un industriale morì durante un gioco più grande di lui, e di quasi tutti i partecipanti. Anni dopo il gioco fu ripreso per caso e concluso da un omicidio per interposta persona. L’esecuzione fu affidata a me, ma non ne fui informato. Sono sempre stato troppo buono, uno di quelli che si fidano…

… alcuni cantanti continuarono a morire, come negli anni Sessanta, ma con meno clamore, in genere. Ian Curtis si impiccò, John Lennon fu ucciso a revolverate, David Crosby si convinse di essere la prossima vittima e fu arrestato con una pistola nella tasca della giacca (e centoventi chili di ciccia, più o meno), e quando si disse che Cat Stevens, convertitosi al partito degli dei ingiusti e sanguinari, aveva inneggiato all’assassinio di Salman Rushdie nessuno gli mandò a dire just relax, take it easy… Qualcun altro morì di cancro, ma i suoi amici non glielo dissero per non guastare lo show-business, il libro-remember, il film-reliquia e l’album già pronto per le esequie: finiti gli anni ruggenti e gli anni di piombo, anche la musica si adattò (non sempre) ai ritornanti anni di merda…

… qualcuno scolpì Modigliani falsi col Black’n’Decker, e Salvator Dalì morì mentre il suo segretario firmava decine di Dalì autentici. Tre tele di Bacon furono rubate, e solo due furono ritrovate prima della sua morte…

… le guerre divennero sempre più banali, e qualcuna fu trasmessa per televisione, ma il grande scoop della Guerra Definitiva fu annullato per l’insolvenza di uno dei partecipanti. I biglietti già venduti non sono ancora stati rimborsati…

… solo gli operai continuarono, imperterriti, a scivolare giù da impalcature, ponteggi, passerelle prive di corrimano, pensili senza parapetto, cercando invano di librarsi in aria come uccelli dalle ali sottili. Ministri, capi del governo e generali avevano purtroppo finito la scorta di medaglie al valore e onorificenze al merito – di strette di mano, unta di grasso e calce, fangosa o polverosa, neanche a parlarne! L’impasto di ossa, carne, sangue, tute, fango, grasso, vite, passioni che continuano a lasciare nelle fabbriche e sui selciati contribuisce ancora, per fortuna, a fornire quell’indispensabile senso di continuità alle umane vicende, altrimenti condannate a un indescrivibile caos di soluzioni di continuità…

… da un’intervista a Pino C., romanziere italiano:

Perché il mio personaggio vomita sempre? Perché credo che vomitare sia l’unico atteggiamento etico possibile nei confronti degli anni Ottanta…

Istantanee dal catalogo dell’Esposizione permanente:

Migliaia di ragazzi inerpicati sopra un muro sbrecciato.

Un piccolo uomo fermo al centro della strada blocca quattro carri armati.

Un calciatore con la maglietta azzurra le braccia aperte la faccia felice e un sorriso da bambino.

Un uomo soffoca sommerso da una valanga di corpi ammassati con colori e sciarpe della propria squadra.

La Bastiglia invasa da bandiere rosse in un giorno di vittoria.

Roma invasa da bandiere rosse in un giorno di lutto.

Una navicella spaziale esplosa traccia una biforcazione di fumo bianco nel cielo.

Autobus urbani drappeggiati con lenzuola pieni di corpi straziati via dalla stazione di Bologna…

(di questi non ci sono foto, ma io li ho visti, ve lo giuro, giù per via Indipendenza, quel pomeriggio…)

… e ancora presidenti e first-lady, attori e atleti, uomini comuni e non, bambini sazi e affamati, vecchi…

… Il Lance Haffner’s TKO Professional Boxing Game («The Ring», nov. 1991, $ 2.50, pp. 48-49) ha stabilito che Muhammad Ali è stato il più grande pugile di tutti i tempi, ai punti su Joe Louis il bombardiere nero – che sino alla penultima ripresa era in vantaggio, ma l’ultima ripresa di Cassius, quel destro-gancio-destro…


knockdown!

… Ali dances and shouts and smiles to the fans, Louis takes command in the championship rounds, pinning Ali against the ropes and punching strongly to the mid-section. Ali recovers in the 14th, and, at the start of the 15th, waves Louis toward him. Ali then hammers Louis with a right-hook-rught combo and scores the bout’s only knockdown. It is enough to secure him the decision.

Scoring: 144-142, 144-141, and 144-142.

(Joe Louis morto in miseria nutre i vermi al Cimitero degli Eroi, mentre Muhammad Ali seduto scruta la sua mano galleggiare silenziosamente fra sé e il tavolo centimetro dopo centimetro verso il bicchiere…

… ed entrambi avrebbero battuto Mike Tyson con una sola mano)

Verso la fine in molti si sono lavati la coscienza con detergenti ecologici, e per essere più credibili hanno cominciato a frequentare i sagrati delle chiese, alla ricerca di qualche bara su cui sputare.

Io ho vissuto…

Braves gens écoutez ma complainte

écoutez l’histoire de ma vie…

… ho vissuto per molto tempo con una ragazza che amavo, anche se non ha mai saputo fare un caffè decente

… una ragazza che aveva amato la pittura, la boxe e la radio – e per qualche tempo anche me, credo

… una ragazza che una volta aveva anche amato la politica, come tutti noi; e che era poi riuscita a scivolare via da quello spettacolo assurdo e sanguinoso che chiamano Storia, come quasi tutti noi

… una ragazza che un mattino mi sono alzato, che ho messo i miei vestiti in una borsa, che le ho rimesso il cucchiaino nel barattolo del caffè e sono andato via.

Una ragazza che per sei mesi ogni mattino ho continuato ad ascoltare la sua voce per radio.

Che ogni mattino, per sei mesi, ho riempito la moka di caffè

ho messo la caffettiera sul fuoco

ho acceso il fuoco

ho aspettato l’emersione del caffè

ho respirato il suo aroma esplodere nella stanza

ho bevuto il caffè (continuando ad ascoltare la sua voce per radio)

senza avere il coraggio di maledirla.

Poi, una sera di settembre, è volata giù dalla balconata di una discoteca, con una strana porcheria che le girava nelle vene. Iddio raccoglie tutto ciò che cade con le sue grandi mani, mentiva un suo poeta: ma non quella sera…

Da allora, per molto tempo, sono andato a letto sbronzo.

Tutto questo è successo prima.


(Girolamo Di Michele, Tre uomini paradossali, Einaudi Stile Libero Noir, Torino, 2004, pp. 15-19)
Il testo completo di questo romanzo è disponibile sul sito dei Quindici. Stando a loro, sarebbe il primo caso (italiano, suppongo) di romanzo èdito in copyleft. Esperimento interessante, anche perché il romanzo è bello veramente. Compratelo, anche perché... ah, ma no, non ve lo dico io. Ottempero invece alla richiesta fatta all'inizio del file scaricabile all'indirizzo che vi ho dato.

L’autore e l’editore devolvono lo 0,5% dei proventi derivanti dalla vendita di questo libro a Emergency.
Questo libro è stato stampato su carta ecosostenibile CyclusOffset, prodotta dalla cartiera danese Dalum Papir A/S con fibre riciclate e sbiancate senza uso di cloro.
Per maggiori informazioni: www.greenpeace.it/scrittori
Si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta
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© 2004 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino


(giusto così? :| )

1 Comments:

Anonymous Anonymous said...

anche io ho postato esattamente lo stesso testo..commovente,lo sto leggendo proprio in questo periodo.complimenti!

se volessi passare da me,
http://courtneymary21.spaces.live.com/

April 21, 2007 10:17 pm  

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