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Thursday, January 26, 2006

Se ti promettessi luna e stelle...

Games people play è una di quelle canzoni che posseggono per me un significato speciale. Non ho una canzone preferita in senso assoluto, una di cui dire: questa è la MIA canzone. Apprezzo molte cose, musicalmente, e poi ce ne sono alcune che mi coinvolgono particolarmente. Ho già detto di Walk straight down the middle non molto tempo fa. Ecco, ogni tanto potrei postare qualche testo; anche questo, a quanto vedo, è un classico dei blog!
Ma veniamo al brano.
Games people play è la seconda traccia di un disco oggi non più molto conosciuto, ma molto interessante: The turn of a friendly card, ad opera degli Alan Parsons Project. Il Progetto di A. P. ha suscitato il mio interesse perché è uno dei pochi casi in cui si può verificare cosa succede quando strumentisti di professione, attivi come turnisti nelle produzioni più rinomate della propria epoca, si mettono assieme per comporre e suonare per proprio conto. Nel 1980, anno d'uscita della carta da gioco in copertina (questo l'artwork del disco), il gruppo era al suo apice creativo e la formazione era di tutto rispetto. Questi i principali componenti.
1) Alan Parsons fu lo storico tecnico del suono di Dark side of the moon dei Pink Floyd, di cui si parlava qualche giorno fa! In precedenza era stato assunto agli Abbey Road Studios (ri-! Anche perché era giovanissimo... 19 anni! E lavorò come assistente tecnico a Let it be!) e con Paul McCartney. Per i Floyd aveva già curato il mixaggio di Atom heart mother, il che era già un bel banco di prova, data la complessità delle parti. Poi il lato oscuro della luna... un bel po' di trademarks dell'album sembra proprio che siano stati concepiti da Alan Parsons; tanto per dirne uno, gli orologi all'inizio di Time! Dopodiché, siccome sapeva anche suonare, decise di iniziare un progetto musicale con alcuni musicisti di sua conoscenza. E che musicisti! Si legga qui di seguito, please.
2) Eric Woolfson, il compositore del gruppo, aveva lavorato con John Paul Jones e Jimmy Page quando facevano i turnisti, nonché con Marianne Faithfull. Anche lui lavorò ad Abbey Road, dove tra l'altro produsse Carl Douglas. I successi commerciali non furono molti numericamente, ma la produzione di Kung fu fighting di Douglas e, poco prima, la composizione della celebre Out of time per Chris Farlowe lo fecero conoscere al grande pubblico.
3) Giù il cappello davanti a Ian Bairnson! Il chitarrista più preciso e pulito che io conosca, probabilmente. Seppur non dotato di chops tecnici tremendi, le sue ritmiche sono quanto di meglio e di più fantasioso si possa desiderare, per non parlare della grande sensibilità da solista, espressa con gran gusto e molta attenzione al "respiro" di ogni frase musicale. Tutte qualità affinate col tempo e col lavoro, che lo portarono ad essere apprezzato compartecipe di molte produzioni di enorme successo: Sting, Stanley Clarke, i primi due album - e qualcosa anche nei successivi - di Kate Bush (eh eh eh...), Tom Jones, Kenny Rogers, David Sylvian, Art Garfunkel, Joe Cocker, Chris Rainbow e chi più ne ha più ne metta. Sta meglio coi capelli corti, comunque!
4) On the drums Stuart Elliott. Ha suonato con McCartney, Chris Rea, Al Stewart, Cockney Rebel e (...) pure su un paio di dischi anni '80 di Eros Ramazzotti. Io ce l'ho però sempre presente su TUTTI i dischi della consueta e amatissima (da me!) Kate di cui sopra.
Vabbè, adesso penserete che la storia della canzone era tutta per parlare del gruppo...! Anche sì, volendo. Se non li conoscevate, adesso non potrete più ignorarli. No, beh, potete benissimo! Come preferite, insomma.
E comunque la canzone è la seguente. Ditemi se non è una meraviglia! (... hm, forse sono troppo emotivo!)
Avete anche una sample qui.

Games people play

Where do we go from here
now that all other children are growin' up?
And how do we spend our lives
if there's no one to lend us a hand?

I don't wanna live here no more, I don't wanna stay.
Ain't gonna spend the rest of my life
quietly fading away.

Games people play, you take it or you leave it.
Things that they say, honor bright.
If I promise you the moon and the stars,
would you believe it?
Games people play in the middle of the night.

Where do we go from here
now that all of the children have grown up?
And how do we spend our time
knowin' nobody gives us a damn?

I don't wanna live here no more, I don't wanna stay.
Ain't gonna spend the rest of my life
quietly fading away.

Games people play, you take it or you leave it.
Things that they say, just don't make it right.
If I'm telling you the truth right now,
do you believe it?
Games people play in the middle of the night.

Games people play, you take it or you leave it.
Things that they say, honor bright.
If I promise you the moon and the stars,
would you believe it?
Games people play in the middle of the night.

Games people play, you take it or you leave it.
Things that they say, just don't make it right.
If I'm telling you the truth right now,
do you believe it?
Games people play in the middle of the night.


OK, era un po' tristanzuola. Però poeticamente molto rilevante. Per me almeno.
E con ciò vi saluto e vi auguro felice notte!

1 Comments:

Anonymous Elysa said...

Non posso crederci.. il mio album preferito è proprio questo e la suite è meravigliosa...
Che bello trovare sulla rete così tanti projectologi...
:::::::UNTIL THE NEXT TIME:::::::::
Elysa

August 21, 2006 5:41 pm  

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