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Sunday, March 19, 2006

Mani da pianista pt. 2

Qualche giorno fa si parlava di mani da pianista, con i casi di Liszt e Chopin. In una delle mie giornaliere visite al forum di Musica-Classica.it ho visto il post di un utente che segnalava questo articolo, a proposito dei problemi di salute che Liszt accusò, specialmente in età avanzata. Ne aveva parecchi, a quanto pare: cuore e polmoni, occhi e anche sistema scheletrico. Le mani furono colpite da una forma di artrite che si può immaginare abbastanza dolorosa, che sicuramente lo preoccupò; tuttavia sembra che fino alla fine non abbia mai perduto le sue straordinarie capacità esecutive.
Siccome fu il cuore a tradirlo, si sarebbe sicuramente preso male con discreto anticipo se avesse letto questo.
Comunque nel primo articolo che ho linkato si dice che nel suo miglior periodo d'oro raggiungesse un'estensione di dodicesima. Un'ottava più una quinta! Penso che oltre, fisicamente parlando, nessuno possa andare, per quanto grandi abbia le mani.
Un po' avvilente per chi, come me, prende se va bene una 10a minore (da tasto bianco a tasto nero). Ma non importa. Talora sembra possano essere addirittura d'impaccio. Ricordo sempre con piacere un bell'aneddoto su Vladimir Horowitz: dopo un concerto una signora del pubblico andò a complimentarsi e lodò la grandezza delle sue mani, e lui, ironico: "Lasci stare! Pensi che son talmente grosse che alle volte, mentre suono, non riesco neppure a vedere la tastiera!".
Spiritoso... :| :)

2 Comments:

Blogger SoulChoppa said...

Prova a pensare a Petrucciani...
Due manone tozze e corte che suonavano meravigliosamente...
le dimensioni non contano praticamente mai.

March 20, 2006 8:03 pm  
Anonymous fatadellerose said...

mah, sempre a discutere delle dimensioni!

sti uomini!

:p

ps. poi devi come minimo farci capire la bravura delle mani tozze, come sopra accennato... non si dice nulla riguardo ciò?

March 21, 2006 7:36 pm  

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